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Curiosità, approfondimenti e aneddoti sui personaggi e sui luoghi della fede in Veneto.

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I Papi del leone alato

La presenza negli stemmi papali del Leone di San Marco ricorda il periodo in cui Papa Pio X, Giovanni XXIII e Giovanni Paolo I sono stati Patriarca di Venezia. Il leone è l’animale simbolico dell’evangelista San Marco, il quale, durante le sue peregrinazioni apostoliche, avrebbe soggiornato in un’isola della laguna dove gli apparve un angelo che lo salutò da parte del Signore con le parole: “La pace sia con te, Marco, mio evangelista”. Nell'arma della Serenissima Repubblica di Venezia il leone era d’oro e teneva una sciabola su sfondo rosso, ricordando la porpora imperiale. Adottato dal Patriarca, l’emblema divenne religioso: il leone dorato tornò “al naturale” e senza sciabola, mentre lo sfondo passò dal rosso all'argento.

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Lo stemma di Giovanni Paolo II

Lo stemma scelto da Giovanni Paolo II per il suo papato omaggiava il mistero centrale del cristianesimo: quello della Redenzione. Su una base celeste, campeggia una croce d’oro la cui forma è innovativa rispetto ai modelli usati fino a quel momento. Il motivo per cui la croce è spostata verso l’alto dello scudo è la presenza di una grande M maiuscola, che ricorda la presenza della Madonna sotto la Croce e la sua partecipazione alla Redenzione. L'intensa devozione del Pontefice alla Vergine Santa si manifestava anche nel motto del già Cardinale Wojtyła: TOTUS TUUS. Proprio Giovanni Paolo II nel suo saggio Varcare la soglia della speranza scrisse: “L’orientamento verso una tale devozione si è affermato in me nel periodo in cui, durante la Seconda Guerra Mondiale, lavoravo come operaio in fabbrica (…) Grazie a San Luigi Grignion de Montfort compresi che la vera devozione alla Madre di Dio è invece proprio cristocentrica, anzi è profondissimamente radicata nel Mistero trinitario di Dio, e nei misteri dell’Incarnazione e della Redenzione”.

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L’angelo dei papi

Angelo Gugel, soprannominato “l’angelo dei Papi” è stato il segretario di camera di Papa Wojtyla per 27 anni e durante il primo anno di Papa Ratzinger. Trevigiano di Miane, Angelo Gugel arrivò in Vaticano ai tempi di Papa Luciani. Durante il pontificato di Giovanni Paolo II era sempre al suo fianco, dalla Basilica di San Pietro ai sentieri delle Dolomiti, durante le vacanze del papa polacco, e lo accompagnava dappertutto, in Italia e all'estero. Angelo Gugel sfidò anche i proiettili dei sicari il pomeriggio del 13 maggio 1981, durante l’attentato a Papa Giovanni Paolo II: fu il primo a soccorrerlo in Piazza San Pietro, ad organizzare il suo trasporto al Gemelli, ad assisterlo e a rincuorarlo: in breve a salvargli la vita. I medici del pronto soccorso dissero al cardinale Casaroli: «Pochi minuti di ritardo ed era morto».      

La Via di Karol

La Via di Karol è un cammino metaforico che da Wadowice, nei pressi di Cracovia, dove Karol Wojtyla nacque, arriva a Roma, dove il pontefice concluse il suo cammino terreno. Abbracciando idealmente questo percorso, a metà strada, tra Wadowice e Roma, si trova il Veneto, terra di grandi testimonianze di fede e patrimonio di luoghi sacri di enorme rilevanza. Qui la Via di Karol racconta una storia di forti legami con la devozione verso Papa Giovanni Paolo II e la vita che ha vissuto, i paesaggi, i boschi e vigneti che ha conosciuto e il patrimonio artistico locale e artigianale che ha apprezzato.